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grotte@apuane2007.it
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COMPLESSO
CARSICO DEL MONTE CORCHIA
(Monte
Corchia– Alpi Apuane)

(foto Dori)
A cura
di
Apuane 2007
Gruppo
Speleologico Archeologico Versiliese
Nel cuore delle Alpi Apuane, costituito da
una stretta
sinclinale formata da marmi nella sua parte superiore e, più
in basso, da una
larga fascia di grezzoni poggianti su un letto di filladi,
c’è una montagna
vuota, delimitata dal Colle Cipollaio a NO e dalla Foce di Mosceta a
SE, che
racchiude la storia della speleologia: il Corchia.
Al suo interno si sviluppa un Abisso che,
dopo la sua
casuale scoperta da parte di Simi nel 1841, ha visto
all’opera generazioni di
speleologi, giunti da tutto il mondo con l’obiettivo di
comprenderne la
vastità. 165 anni di esplorazioni lo hanno reso il
più esteso complesso carsico
d’Italia con ben 13 ingressi.
A questo gioiello della speleologia
italiana fanno corona
altre cavità che, sia pur limitate
nell’estensione, risultano comunque di
elevato interesse: Aihcroc, Abisso del Sole dell’Ovest e la
Tana dell’Omo
Selvatico.
Quest’ultima, in particolare,
con il suo incredibile
isolamento da un complesso carsico di tali dimensioni, che sembrerebbe
dover
interessare tutto il monte, ha ripetutamente attirato su di se
l’attenzione. Di
recente il G.S.A.V. si è impegnato in nuove indagini
culminate nella
colorazione delle sue acque (già effettuata in passato, ma
con esiti incerti)
della quale si attendono i risultati…

Scarica la cartina del Monte
Corchia .zip (1,3 MB)
Le
grotte
| N.Cat. |
PR |
Nome |
Quota |
Dislivello |
Sviluppo spaziale |
Coord.Chilometriche Gauss-Boaga |
Comune |
| Negativo |
Positivo |
Totale |
EST |
NORD |
| 52 |
LU |
BUCA DEI GRACCHI * |
1594 |
1144 |
43 |
1187 |
53000 |
1603.864 |
4876.479 |
STAZZEMA |
| 53 |
LU |
BUCA DEL
CACCIATORE * |
1637 |
1187 |
0 |
1187 |
53000 |
1603.788 |
4876.552 |
STAZZEMA |
| 54 |
LU |
TANA DELL'UOMO
SELVATICO |
1155 |
280 |
0 |
280 |
1500 |
1604.712 |
4877.061 |
STAZZEMA |
| 58 |
LU |
BUCA DEL CANE
DEL CANALE DELLE VERGHE |
980 |
220 |
0 |
220 |
350 |
1605.015 |
4877.061 |
STAZZEMA |
| 120 |
LU |
ANTRO DEL
CORCHIA * |
1125 |
675 |
512 |
1187 |
53000 |
1603.898 |
4875.920 |
STAZZEMA |
| 729 |
LU |
BUCA
DELL'AIHCROC |
1263 |
120 |
0 |
120 |
260 |
1603.780 |
4877.305
|
STAZZEMA |
| 754 |
LU |
ABISSO RODOLFO
FAROLFI * |
1257 |
807 |
380 |
1187 |
53000 |
1603.225 |
4877.286 |
STAZZEMA |
| 796 |
LU |
INGRESSO BASSO
DEL CORCHIA * |
943 |
493 |
694 |
1187 |
53000 |
1604.268 |
4875.654 |
STAZZEMA |
| 797 |
LU |
INGRESSO TERZO
DEL CORCHIA * |
1269 |
819 |
368 |
1187 |
53000 |
1604.249 |
4876.104 |
STAZZEMA |
| 798 |
LU |
INGRESSO QUARTO
DEL CORCHIA * |
1304 |
962 |
225 |
1187 |
53000 |
1604.246 |
4876.112 |
STAZZEMA |
| 799 |
LU |
ABISSO BLACK
AND WHITE * |
1412 |
962 |
225 |
1187 |
53000 |
1603.411 |
4876.367 |
STAZZEMA |
| 832 |
LU |
BUCA DEL BECCO * |
1559 |
1109 |
78 |
1187 |
53000 |
1603.488 |
4876.741 |
STAZZEMA |
| 854 |
LU |
ABISSO SOLE
DELL'OVEST |
1520 |
320 |
0 |
320 |
550 |
1602.845 |
4877.590 |
STAZZEMA |
| 1011 |
LU |
BUCA DELLA MAMMA * |
1540 |
1090 |
97 |
1187 |
53000 |
1603.506 |
4876.789 |
STAZZEMA |
| 1414 |
LU |
BUCO DEI
POMPIERI * |
980 |
530 |
657 |
1187 |
53000 |
1604.332 |
4875.641 |
STAZZEMA |
| 1587 |
LU |
ABISSO BUKELLEN * |
1474 |
1024 |
163 |
1187 |
53000 |
1603.227 |
4876.924 |
STAZZEMA |
| 1728 |
LU |
GROTTA VITTORIO
PRELOVSEK * |
1000 |
550 |
637 |
1187 |
53000 |
1604.350 |
4875.513 |
STAZZEMA |
| 1807 |
LU |
BUCO
CHE PARDESSEARMOLONOVO* |
1150 |
700 |
487 |
1187 |
53000 |
1604247 |
4875975 |
STAZZEMA |
|
|
* =
ingressi del complesso carsico del Monte
Corchia |
|
|
|
|
|
|
|
|
| Antro
del Corchia - Traversata Eolo Serpente |
| Numero
catastale |
120
LU
|
Quota
ingresso |
1120
|
| Dislivello
m negativo |
675 |
Dislivello
m positivo |
512
|
| Dislivello
totale |
1187
|
Sviluppo
spaziale |
53000
|
| Il percorso attrezzato
|
| Dislivello
massimo |
-290+108
|
Difficoltà |
medio
|
| Numero
massimo di partecipanti |
15
|
Numero
gruppi giornaliero |
2 |
| Tempo
percorrenza |
8 ore
|
Tempo per arrivare a
piedi alla grotta |
0.45
ore
|
| Fruizione |
libera |
Giorni
in cui si può andare in grotta |
tutti |
| Successione
pozzi |
6, 6, 4, traversi, 8, 50, 6,
scivoli, 22, 8, 30, 6, in salita 20 |
Come arrivare
A
Levigliani prendere la strada di cava e proseguire per
circa 3 km fino all’ingresso artificiale del Corchia
utilizzato come entrata
per i turisti. Lasciate qui la macchina e proseguite sulla strada di
cava a
piedi (quella che, guardando l’ingresso, va a sinistra),
passate una sbarra e
delle casette. Continuate a salire fino ad un primo spiazzo, passate un
tornante e infine arrivate in un altro piazzale. Sulla sinistra, poco
sopra il
ravaneto, e alla base della parete di roccia
si apre il primo ingresso conosciuto del Complesso Carsico del Monte
Corchia, la Buca d’Eolo (quota 1125 m). Non si può
sbagliare perché, che soffi
o che aspiri, c’è sempre una gran
quantità d’aria. Dalla macchina ci
impiegherete circa 45 minuti. |
 |
 |
La traversata
Entrate
percorrendo un’ampia galleria orizzontale per una
cinquantina di metri. Dove la galleria si allarga, sulla destra,
scendendo,
inizia il ramo del Canyon, ma sappiate
che, se volete, potete proseguire dritto per circa 250 m, per
quella che si chiama la 1° diramazione e
arriverete fin dove si era spinto Simi nella sua prima esplorazione nel
1840.
Oppure potreste infilarvi nella 2° diramazione che
però vi porterà poco
lontano.
Ma per
proseguire scendete il saltino che avrete visto sulla
destra. |
Percorrete la galleria fino ad una grande sala di crollo,
qui prendete a sinistra e riscendete nella galleria. Nei pressi di una
saletta,
subito dopo un saltino umido, tenetevi a destra e scendete una corda.
Poi,
passati sotto un grande masso, andate a sinistra. Il canyon parte da
qui. Lo
percorrete passando da una parte all’altra o facendo delle
spaccate. Troverete
due evidenti bivi, tenetevi sulla sinistra. Il secondo bivio
è un punto di
incrocio di vari rami. (caposaldo n. 3, quota 1088 m). La galleria in
salita
sulla destra porta all’imbocco del Pozzo
Bertarelli (115 m). Sotto i vostri piedi si apre il Pozzo del Fuoco,
primo
pozzo dell’omonimo ramo e alle vostre spalle, dietro una
quinta di roccia, si
apre la risalita che porta al 3° e 4° ingresso. |
 |
 |
Ma voi continuate fino
a raggiungere delle corde fisse. Dovete scendere ancora un
pozzo da 10 m e
finalmente siete arrivati sull’orlo del Pozzacchione (50 m),
sceso per la prima
volta dal Gruppo Speleologico Fiorentino nel 1933, ben 93 anni dopo la
prima
esplorazione della grotta!
Sceso
questo pozzo, troverete un saltino da 5 m (Saltino del
Belga) e davanti a voi si aprirà il Salone Manaresi. Nella
parte bassa della
sala c’è il Pozzo Franoso e poco sopra sulla
sinistra c’è l’arrivo della via che
arriva dal Fighiera passando per
Valinor. Costeggiate il lato destro della sala scendendo fino ad uno
scivolo fra le concrezioni, dove ci sarà una corda che vi
avvicinerà al Pozzo
delle Lame, 30 m (caposaldo n. 5, quota 988 m). |
Sceso questo e un ulteriore saltino di 7 m, troverete delle
corde fisse che vi porteranno al Pozzo del Portello, un pozzo
bellissimo nel
vuoto di 30 m.
Dalla
base del Portello si prosegue sempre per ambienti
grandi: siete quasi arrivati nel famosa Galleria delle Stalattiti.
Lungo
strada, però, dovete scendere ancora un saltino, detto
Saltino Giovanni, dove,
negli anni settanta, l’Adiodati si ruppe la testa del femore
(che sia per
questo che poi ha esplorato tanto in Corchia?). Proseguite per queste
gallerie
fin quando, purtroppo per voi, sceso un ultimo salto, vi imbattete
nelle
scalette e ringhiere d’acciaio della parte turistica
dell’Antro del Corchia. |
 |
 |
Percorrendo queste passerelle
passerete vicino al pozzo
della Gronda, la strada per il fondo parte da qui (caposaldo n. 8,
quota 843
m). Poco dopo passerete sopra il Laghetto del Venerdì e un
po’ più avanti c’è
il bivio che porta al Ramo del Fiume (caposaldo n. 10, quota 858 m). Se
aveste
voglia di risalire questo ramo, come hanno fatto gli esploratori, dopo
molte
ore potreste rivedere la luce del giorno, dalla
Buca dei Gracchi, quasi in cima alla montagna. Oppure potreste scendere
per la
via del fiume fino al Lago Paola.Proseguite di poche decine di
metri lungo le
passerelle e sulla destra c’è una cascata. Qui
parte il Ramo dei Romani che
porta all’ultimo ingresso scoperto del sistema: il
14°. |
Ma voi continuate nelle
Gallerie degli Inglesi e prima di salire nella Galleria Franosa,
lascerete alle
vostre spalle il Pozzo Suzanne (caposaldo n. 12, quota 835 m).
Poi prendendo a destra , alla fine arriverete
alla porta d’uscita della parte turistica, e quindi non per
voi….Da
un piccolo pianerottolo voi lascerete la zona attrezzata
e continuerete a risalire la galleria franosa alla vostra sinistra.
Uscirete
risalendo il Pozzo Empoli, un 20 m
contro parete. Seguite il vento e passando alcuni punti leggermente
stretti, rispetto alle gallerie che avete visto finora, uscirete
dall’Ingresso
Basso, quota 943 m (la Buca del Serpente) che si apre nel canale delle
Volte,
trovato dai fiorentini e reso transitabile e dagli empolesi nel 1971
|
 |
|

|
| Tana
dell'Omo Selvatico |
| Numero
catastale |
54
LU
|
Quota
ingresso |
1155
|
| Dislivello
m negativo |
287 |
Dislivello
m positivo |
0
|
| Dislivello
totale |
287
|
Sviluppo
spaziale |
1800
|
| Il percorso attrezzato
|
| Dislivello
massimo |
-287
|
Difficoltà |
media
|
| Numero
massimo di partecipanti |
10 |
Numero
gruppi giornaliero |
1 |
| Tempo
percorrenza |
8
ore |
Tempo per arrivare a
piedi alla grotta |
1
ora |
| Fruizione |
accompagnata |
Giorni
in cui si può andare in grotta |
27-28/10
2-3/11 |
| Successione
pozzi |
3,
17, 3, 15, 20, 20, 30
|
 |
L’ingresso della
cavità è
costituito da un antro dalle dimensioni imponenti in cui si perde un
torrentello che discende dalle pendici orientali del Monte Corchia. Da
qui si
può percorrere il corso d’acqua fino al fondo
(RAMO ATTIVO), ma questa
via, anche se non presenta problemi di orientamento, è
impercorribile in
periodi di piena, ed è comunque sempre molto bagnata.
Il secondo ramo della grotta
(RAMO FOSSILE) risulta invece
percorribile nella quasi totalità dei casi fino a circa due
terzi del suo
sviluppo senza particolari problemi, fatta eccezione per i tratti
iniziale e
finale, che sono comuni ai due rami e in caso di forti piene risultano
di
difficile percorrenza. |
RAMO FOSSILE
– Percorrendo la traccia di sentiero che si diparte
dall’orlo
dell’inghiottitoio si perviene, mantenendosi sulla sinistra,
su un terrazzo da
cui inizia il primo saltino di circa 5 metri. È anche
possibile giungere alla base di questo
percorrendo la traccia di sentiero iniziale e mantenendosi sulla destra
dell’ingresso fino ad affacciarsi su un saltino che
è possibile scendere anche
in roccia.
Da
questo
punto si segue
una condotta fossile sulla sinistra che conduce ad una prima sala. Da
questa
mantenendosi sempre sulla sinistra, dopo un breve tratto in discesa ed
un
successivo in salita, si percorre un basso passaggio che conduce in
ambienti di
crollo. Da questo punto la via risulta di non facile percorrenza dato
l’intrico
di passaggi in frana che si deve affrontare, per cui è
consigliabile studiare
bene il percorso all’andata per non avere problemi di
orientamento nel ritorno. |
 |
 |
Dopo alcuni
passaggi
segnalati in più punti con frecce si giunge ad una sala di
crollo da cui si
dipartono vari rami laterali. Mantenendo la sinistra si deve scendere
due
facili passaggi in roccia per raggiungere il proseguimento sottostante
di
quest’ambiente. In questo punto sulla sinistra si scende un
passaggio stretto
tra un masso di crollo e la parete della grotta (passaggio che si
può evitare
scendendo il masso in roccia sulla destra). Affrontando adesso un
passaggio in
roccia di 1,5m sopra un masso incastrato e scendendo dietro questo si
giunge ad
uno scivolo di circa un decina di metri. Questo salto va percorso nel
primo
tratto per poi traversare portandosi su un terrazzino da cui si
prosegue
attraverso una fessura in discesa.
|
Superata la
fessura ci
troviamo in una saletta, dalla quale scendendo un saltino di 3 metri,
si inizia a percorrere un alto meandro che nella
parte superire si ricollega con uno dei rami della prima sala di
crollo. Al
termine di questo ci si affaccia su un vasto ambiente di crollo che
percorriamo
in discesa nella sua parte destra.
A metà della sala sulla
destra troviamo un
ramo laterale con un arrivo d’acqua da un alto pozzo in
risalita. Lasciato
sulla destra il ramo laterale procediamo diretti nel successivo
ambiente di
crollo che si apre oltre la volta del primo che in questo punto si
abbassa
dividendo i due ambienti.
|
 |
Scendendo la
sala
camminando sui massi crollati, sulla destra, oltre un passaggio aereo
si giunge
su un terrazzino dietro un enorme masso dal quale parte un salto di una
decina
di metri che conduce all’enorme sala fossile sottostante.
Si
prosegue
adesso nella
sala fossile seguendo le evidenti tracce di passaggio fino a
ricongiungersi con
una forra attiva dopo un paio di passaggi in roccia. Proseguendo adesso
lungo
la forra seguendo il corso d’acqua si arriva nel punto in cui
questo si getta in
un vasto ambiente.
Da
qui bisogna affrontare un traverso, intervallato
da un
saltino di 5 metri, che conduce ad una sala attigua da cui parte un
salto di 20 metri. |
|
Alla
base
del salto ci
troviamo in un ambiente meandriforme che va percorso in discesa fino
all’attacco di un pozzo appoggiato di 30 metri che giunge in
una sala con un arrivo d’acqua (il
corso d’acqua della forra che avevamo lasciato dopo il
traverso).
Da questo
punto in poi la
via è logica. Seguendo il corso d’acqua con alcuni
passaggi in roccia si giunge
al punto in cui questo si ricongiunge con il ramo attivo (fare
attenzione a
questo punto segnalato da un caposaldo scritto in rosso
perché in uscita è
facile saltarlo trovandosi a percorrere in risalita il ramo attivo). |
Dalla
congiunzione dei due rami seguendo l’acqua si arriva fino al
fondo della grotta
che nel suo tratto terminale si fa più stretta fino a
chiudere in un sifone
tappato da detriti. RAMO ATTIVO –
È la via più logica da percorrere (basta seguire
fin dall’inizio il
corso d’acqua) ma anche la più impegnativa dal
punto di vista tecnico.
Dall’ingresso,
seguendo il
corso d’acqua, si scende un pozzo di 20 metri sul lato di una
cascatella fino a giungervi alla
base da cui parte una forra da percorrere nel suo primo tratto. |
|
 |
Dopo
pochi
metri, da un terrazzino, aggirato dal torrentello, bisogna scendere
lungo la
forra tenendosi alti e traversandola circa cinque metri più
in basso per
raggiungere uno stretto passaggio che porta all’attacco del
pozzo degli
occhiali. È possibile raggiungere questo punto anche
attraverso una sala di
crollo che inizia dalla parte iniziale del ramo fossile evitando di
scendere i
primi due salti su corda.
Una
volta
sceso il pozzo
degli occhiali, così chiamato per la sua caratteristica
conformazione che a
metà lo vede diviso in due da un diaframma di roccia, ci
troviamo sul fondo di
un’alta ed ampia forra, sulle cui pareti si possono osservare
fino a diverse
decine di metri i residui organici trasportati dall’acqua nei
periodi di piena.
|
Si segue
adesso la forra
scendendola in un primo tratto su corda fino ad arrivare ad un cengia
che
conduce, dopo un breve passaggio, in una saletta con un piccolo arrivo
d’acqua.
da questa si scende, attraverso un saltino di pochi metri,
nell’ambiente
sottostante che rimane qualche metro sopraelevato rispetto alla forra. Seguendo la
conformazione
della grotta, dopo alcuni passaggi in roccia a lato della forra ed un o
scivolo
di 5 metri,
ci troviamo su un terrazzo dal quale parte un ampio pozzo di circa 50
metri terrazzato nella sua parte iniziale. Dopo il primo
tratto il pozzo prosegue in appoggiato sopra la forra sottostante dalla
quale
ci rialziamo sopra un enorme masso incastrato sul fondo di questa.
Da questo
punto, a destra
nel punto in cui il masso è a contatto con la parete, parte
un salto-traverso di
50 metri che
percorre la parete destra della forra fino alla sua fine. Al termine
dello
scivolo attraverso una stretta e scivolosa cengia si traversa in alto
la sala
sottostante per discendere in essa con un saltino di circa 10 metri. |
Da qui
in
avanti la grotta
è percorribile tranquillamente a piedi scendendo verso il
fondo, ad eccezione
di un passaggio in roccia in cui prestare attenzione. In questa parte
gli
ambienti si trasformano assumendo un aspetto fossile. Si cammina su
blocchi di
crollo e si lascia il fragore della parte attiva per trovare un meno
eccitante
ma più rilassante silenzio.
Dopo
il
passaggio in roccia
rincontriamo il corso d’acqua e percorrendolo dopo pochi
metri siamo alla
congiunzione con il ramo fossile. |
 |
|

|
I sentieri da
percorrere
| Le porte del Vuoto |
| Quota
di partenza |
600
|
Quota
massima raggiunta |
1639
|
| Dislivello |
1039 |
Difficoltà |
medio
|
| Numero
massimo di partecipanti |
libero
|
Numero
gruppi giornaliero |
libero
|
| Tempo
percorrenza |
5 ore
|
Fruizione |
libera
|
| Giorni
in cui si può passeggiare |
tutti
|
Località
(32T UTM – WGS84) |
Tempo
|
Quota
|
Descrizione
|
Attacco
Voltoline
(0604058-4875614) |
30’
|
880
|
Mulattiera
– sentiero CAI n. 9.
|
Bivio
Serpente
(0604237-4875611) |
5’
|
905
|
Dopo 3
tratte delle Voltoline sulla sx canalino con tracce di una vecchia via
di lizza, da risalire per circa 50 metri.
|
B. del
Serpente
(0604234-4875639) |
5’
|
944
|
Ingresso
basso dell’Antro del Corchia, si apre proprio sul fondo del
canalino che sale dalle voltoline.
|
Bivio
pompieri
(0604331-4875591) |
5’
|
980
|
Tornati
sulle voltoline si continua la salita fino ad un altro tornante dal
quale si stacca un sentierino piuttosto esposto (su paleo) lungo 20 o 30 metri.
|
B. dei
Pompieri
(0604303-4875624)
|
1’
|
990
|
Si apre
nel pendio erboso. Davanti c’è una rete divelta.
|
Passo
Alpino
(0604450-4875516) |
15’
|
1096
|
Tornati
sulle Voltoline si prosegue la salita fino ad affacciarsi sulla valle
di Cardoso.
|
Cippo
Partigiani
(0604841-4876339) |
15’
|
1175
|
Il
sentiero prosegue, ora quasi in piano, sulle pendici meridionali del
Monte Corchia, attraversa un bosco di abeti e giunge alla Foce di
Mosceta (Marginetta a sinistra e un cippo commemorativo dei partigiani
caduti in guerra a destra).
|
Rifugio
G. Del Freo
[Pietrapana]
(0604605-4876310) |
5’
|
1180
|
Il Rifugio
del CAI di Viareggio rimane aperto in inverno solo nei fine settimana e
nei giorni festivi. Per comitive di almeno 8 persone che volessero
fermarsi a pernottare nei giorni feriali contattare i numeri
333/7343419 o 331/2952106.
|
B. dei
Gracchi
(0603829-4876458)
|
45’
|
1594
|
Dal
Rifugio si percorre il sentiero che porta alla vetta del Corchia. Il
primo tratto punta verso sud fino ad incontrare il tracciato della
teleferica in uno scollettamento. Salendo per pochi minuti lungo una
vecchia ma evidente via di lizza si devia sulla sinistra lungo un
sentiero che raggiunge un vecchio edificio di cavatori. Raggiunta la
vicina cresta e affacciandosi sul lato a mare, si può vedere
sotto di noi la zona dove si apre la Buca di Eolo (il più
antico ingresso dell’Antro del Corchia) e le pareti dove si
aprono il III e IV Ingresso. Proseguendo verso la vetta, pochi metri
prima dei resti del bivacco Lusa Lanzoni, a destra della cresta, si
apre l’ampia fenditura.
|
B. del
Cacciatore
[A. Fighera]
(0603760-4876537)
|
5’
|
1639
|
Appena
oltrepassato il bivacco ci si porta sulla sinistra della cresta e dopo
poche decine di metri si apre la Buca del Cacciatore.
|
B.
del Becco
(0603462-4876733)
|
15’
|
1599
|
Dal
punto precedente si può evitare di salire fino in vetta
proseguendo sulla stessa direzione e mantenendo la quota, fino a
ritrovare la cresta oltre la
vetta. Si prosegue fino all’inizio
dell’ampio taglio della Cava dei Tavolini che lambisce la
creta lato mare. Dalla parte opposta, qualche decina di metri
più in basso, si vedono i resti di una cava più
piccola e della relativa strada di arroccamento. Si taglia verso il
basso (facendo attenzione), si scende sulla strada marmifera e,
risalendola per pochi metri, si entra proprio sul fronte di taglio
dove, in un angolo, si apre la grotta.
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Buca
della Mamma
[A. Baader Meinhof]
(0603477-4876772)
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5’
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1530
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Questo
ingresso, dedicato alla “Mamma Emma”, proprietaria
dello storico (per gli speleo) Albergo Vallechiara di Levigliani, si
apre pochi metri sotto la strada, appena all’uscita della
cava dismessa, nascosta fra i blocchi di scarto.
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Bivio
sent. 129
(0603027-4877284) |
30’
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1325
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Si
prosegue a scendere lungo la strada marmifera fino
all’attacco del sentiero CAI n. 129. Da questo punto fino al
ritorno alla Foce di Mosceta il percorso si svolte quasi interamente in
mezzo a stupende faggete nelle quali si possono osservare vari esempi
di carsismo coperto.
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Bivio
A. Farolfi
(0603121-4877149) |
5’
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1335
|
In pochi
minuti si raggiunge un canalino (il secondo) che scende verso
l’abisso con una traccia poco visibile.
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A.
Farolfi
(0603193-4877272)
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5’
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1257
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Bisogna
tenersi sul fondo del canale per scendere. L’ingresso
è qualche metro in alto sulla destra.
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A.
Aihcroc
(0603745-4877303)
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15’
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1257
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Si
prosegue la discesa del canalino e, pochi metri sotto il Farolfi si
intercetta un vecchio sentiero poco battuto ma visibile e si prende
verso destra. Si segue per un po’ su percorso pianeggiante,
poi un piccolo “strappo” in salita e si imbocca una
valletta in leggera discesa fino a che, sulla sinistra, si apre
un’ampia spianata al centro della quale emergono alcune
grosse rocce fra le quali si apre l’abisso.
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Casette
Puntato
(0604221-4877615) |
15’
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1169
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Si
prosegue lungo una traccia poco visibile che scende con continui
zig-zag fra le faggete, lambisce una spettacolare dolina, traversa un
canalino e si immette su un “viale” di accesso a
vecchie casette ormai diroccate e poste ai margini di
un’ampia radura.
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B.
dell’Omo Selvatico
(0604710-4877021)
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25’
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1176
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Dalle
casette si scende su tracce poco visibili fino a raggiungere
rapidamente l’ampio ed evidente sentiero sottostante che si
prende verso destra. Seguendolo per poche centinaia di metri ci si
immette sul sentiero CAI n. 128 percorrendo il quale, senza deviazioni,
si raggiunge la Grotta.
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Attacco
Voltoline
(0604058-4875614)
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35’
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880
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In pochi
minuti, proseguendo il sentiero, si raggiunge il Rif. Di Mosceta. A
questo punto si chiude l’anello e si riprende il sentiero
fatto all’andata per tornare a Levigliani. Giunti alla strada
marmifera, seguendola in salita, è possibile, con una
deviazione di circa 30 minuti, raggiungere la Buca di Eolo.
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Levigliani
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20’
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599
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In neretto
sottolineato gli ingressi del Corchia e le altre grotte della
zona




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La guida
scarico
la
guida del Monte Corchia in formato
.pdf (0,6 MB)
Informazioni
Per
informazioni generali sulle grotte e i sentieri grotte@apuane2007.it
Per informazioni sulla Tana
dell'Omo Selvatico e sul sentiero info@gsav.org
Per
informazioni sul Corchia grotte@apuane2007.it
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