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COMPLESSO CARSICO DEL MONTE 

SAGRO - ROCCA DI TENERANO

(Monte Sagro – Alpi Apuane)


(foto Iacopozzi)

 

A cura del 

Gruppo Speleologico CAI Bolzaneto

Gli amici del Cardeto




Il Monte Sagro - Rocca di Tenerano

Siamo nell’estremo Nord Ovest delle Apuane, dove la Toscana lascia il posto alla Liguria, in quella “terra di mezzo” chiamata Lunigiana.

La zona si estende tra la Rocca di Tenerano (1206 m) e il Monte Sagro (1749 m), che con il suo inconfondibile profilo emerge da una selva di cave affacciandosi sul mare, e regala immensi orizzonti in ogni direzione. La fanno da padrone ora il bosco di faggi, ora ripide pareti e prati ricoperti dall’infido “paleo”, ora le cave più ardite ed impressionanti, che tagliano pendii vertiginosi, smantellano creste, penetrano la montagna. Un paesaggio nel suo genere grandioso, che emana un fascino inquietante.

I segreti sotterranei della zona del Monte Sagro sono ben lontani dall’essere stati svelati; diverse cavità ne “intaccano” la ripida e spesso nuda superficie, primi tra tutti l’Abisso dello Smilodonte (-670 m) e l’Abisso Renè Clergue (-260 m), ma non è mai stato raggiunto alcun collettore ed il potenziale esplorativo è ancora molto alto.

Al contrario, l’area della Rocca di Tenerano ha caratteristiche decisamente diverse: grandi boschi di faggio ricoprono un carsismo esasperato, dove una miriade di buchi illudono gli speleologi per poi chiudersi, intasati da detrito o dalle dimensioni impercorribili. Ma qui la struttura interna della zona è decisamente più nota: il Complesso della Rocca di Tenerano con i suoi tre ingressi è esplorato per 5400 metri di sviluppo e 573 di dislivello, e nella zona di assorbimento altre cavità sono ad un passo dall’essere congiunte.

Percorrere almeno in parte questa ampia zona delle Apuane ed osservarne l’impressionante varietà è possibile attraverso un itinerario ad anello che dal Piazzale dell’Uccelliera muove verso il Sagro, ne attraversa a mezza costa il versante occidentale, si affaccia sull’impressionante bastione de “i Balzoni” che precipitano sulla valle del Lucido e raggiunge i boschi che ricoprono la zona di assorbimento del Complesso della Rocca di Tenerano. Da qui un facile sentiero riporta al punto di partenza, toccando gli ingressi di numerose cavità.


 La cartina


Scarica la pianta del Sagro-Campo Cecina .zip (1,1MB)


Le grotte 

N.Cat. PR Nome Quota Dislivello Sviluppo spaziale Coord.Chilometriche Gauss-Boaga Comune
Negativo Positivo Totale EST NORD
284 MS ANTRO DEL SAGRO 1525 55 0 55 150 1592.305 4885.495 FIVIZZANO
285 MS BUCA DEGLI ORRIDI 1204 210 0 210 610 1590.510 4886.960 FIVIZZANO
755 MS ABISSO DEL FALEGNAME 1425 90 0 90 120 1592.200 4884.500 CARRARA
936 MS BUCA DI EVARISTO 1400 150 0 150 380 1592.980 4884.690 MASSA
937 MS ABISSO DELLO SMILODONTE 1365 655 0 655 2000 1592.780 4886.210 FIVIZZANO
942 MS ABISSO DELLE IENE ETERODOSSE 1435 150 0 150 300 1593.100 4885.270 MASSA
945 MS ABISSO A NIDO D'AQUILA 1510 185 0 185 220 1592.890 4885.190 MASSA
946 MS ABISSO ESSEOTTO 1470 230 0 230 400 1592.905 4885.170 MASSA
1002 MS ABISSO -B3- 1135 155 0 155 300 1590.538 4884.800 FIVIZZANO
1030 MS ABISSO CHEEK TO CHEEK 1240 320 0 320 600 1593.090 4884.800 MASSA
1032 MS ABISSO RENE CLERGUE 1375 255 0 255 950 1593.400 4885.500 FIVIZZANO
1075 MS GROTTA DEI MENHIR 1200 105 0 105 170 1591.785 4886.185 FIVIZZANO
1433 MS POZZO GIALLO 1174 170 0 170 230 1590.330 4886.957 FIVIZZANO
1465 MS ABISSO PAPEROGA 1375 100 0 100 120 1592.005 4884.380 CARRARA
1716 MS BUCA DO-IT * 1085 573 0 573 5400 1590.140 4887.222 FIVIZZANO
1760 MS BUCA DELL'EVENTO 1293 79 0 79 92 1592.030 4885.057 FIVIZZANO
*  = ingresso alto del complesso carsico              della Rocca di Tenerano

La cartina



Scarica la pianta di Tenerano .zip (0,5MB)

Le grotte

N.Cat. PR Nome Quota Dislivello Sviluppo spaziale Coord.Chilometriche Gauss-Boaga Comune
Negativo Positivo Totale EST NORD
184 MS TECCHIA DI TENERANO 500 0 20 20 100 1588.495 488.105 FIVIZZANO
285 MS BUCA DEGLI ORRIDI 1204 210 0 210 610 1590.510 4886.960 FIVIZZANO
1002 MS ABISSO -B3- 1135 155 0 155 300 1590.538 4884.800 FIVIZZANO
1029 MS RISORGENZA DI COBARDINE * 524 12 561 573 5400 1588.562 4888.065 FIVIZZANO
1031 MS GROTTA DELLE FATE DI TENERANO * 613 101 472 573 5400 1588.689 4887.920 FIVIZZANO
1433 MS POZZO GIALLO 1174 170 0 170 230 1590.330 4886.957 FIVIZZANO
1716 MS BUCA DO-IT * 1085 573 0 573 5400 1590.140 4887.222 FIVIZZANO
*  = ingressi del complesso  carsico                       della Rocca di Tenerano


 
Le grotte visitabili


Abisso Degli Orridi
Numero catastale  285 MS
Quota ingresso 1204
Dislivello m negativo 210  Dislivello m positivo 0
Dislivello totale 210
Sviluppo spaziale 610
Il percorso attrezzato  
Dislivello massimo -175
Difficoltà medio
Numero massimo di partecipanti 10 Numero gruppi giornaliero 1
Tempo percorrenza 4 ore Tempo per arrivare a piedi alla grotta 0.45 ore
Fruizione  libera Giorni in cui si può andare in grotta  tutti
Successione pozzi 23, 23, 90,  

L’antro degli Orridi si apre, all'interno di una faggeta, con uno spettacolare pozzo a cielo aperto del diametro di una diecina di metri sul fondo del quale è facile trovare un accumulo di neve. Alla base del P.23, sulla destra, un angusto cunicolo porta ad un saltino di circa tre metri da scendere in libera. Superato questo si prosegue su ambienti concrezionati in forte discesa, da attrezzare, che immettono sul ciglio del pozzo da 23 metri che porta in vasto salone.
Da questo, discendendo la frana, si arriva alla base di una paretina di circa 5 metri da risalire su corde fisse, dalla quale comincia il P.90 che rappresenta il vecchio fondo della grotta posto a –180 m. A metà di quest’ultimo pozzo una finestra dà adito alla diramazione esplorata dei belgi dello C.S.A.R.I. nel 1986 (ramo Pinelli) che, con ambienti decisamente più angusti, raggiunge un piccolo corso d’acqua e chiude su un piccolo sifone fangoso a –210 m.


                    

                                  


I sentieri da percorrere

                       




Ai confini delle Apuane
Quota di partenza  1273 Quota massima raggiunta 1425
Dislivello  450  Difficoltà media
Numero massimo di partecipanti 25 Numero gruppi giornaliero 1
Tempo percorrenza 5 ore Fruizione accompagnata
Giorni in cui si può passeggiare 1 - 2  - 3 

L'itinerario che si propone è un anello che permette di toccare da vicino i diversi ambienti che caratterizzano la zona. Se il tempo è favorevole, già il panorama che ci attende dal punto di partenza/arrivo, dove si parcheggia l'auto, vale il viaggio.

Il percorso ha inizio presso Foce di Pianza, circa 1.5 km oltre il Piazzale dell'Uccelliera, magnifico punto panoramico sulla strada che sale a Campocecina.

Lasciata l'auto alla quota di 1273 metri ci si avvia lungo la ondeggiante cresta in direzione SE seguendo i sentieri CAI n° 172-173.

Dopo circa 10 minuti si piega a sinistra abbandonando il 172 per proseguire sul 173 che, superata una valletta, risale sul versante opposto verso il margine superiore delle sottostanti Cave Crespina, fino circa a quota 1350. Da qui si stacca sulla destra un sentiero poco evidente e non segnato che porta verso i ruderi del vecchio alpeggio noto come Capannelli del Sagro da dove, con una breve deviazione, si può raggiungere in una decina di minuti la Dolina dello Spallone, bell’esempio di conca glacio-carsica nei marmi.

Dal punto di quota 1350 del sentiero CAI 173, si affronta una ripida salita di una cinquantina di metri proseguendo poi in orizzontale a sinistra (segnavia blu); questo tratto percorre in diagonale il versante occidentale del Sagro con un tratto attrezzato che può essere insidioso in caso di pioggia o nebbia; siamo circa 150 metri sotto l'Antro del Sagro.

Si giunge alla Foce del Faneletto, un evidentissimo intaglio nell'affilata cresta Nord Ovest del Sagro alla quota di 1425 metri - la più alta dell'intero percorso - da cui, svoltando bruscamente a destra, il sentiero prosegue con un breve tratto attrezzato e scende nella zona del Catino. Ci limitiamo ad osservare il panorama sul Catino, bellissima conca tetto-carsica alla base della grandiosa parete nord del Sagro, occupata da un’altrettanto bella faggeta. Abbandoniamo invece il sentiero CAI n° 173 per proseguire a sinistra lungo la cresta Nord Ovest. Da entrambi i lati i versanti sono ripidi, ma il contrasto tra quello Sud Ovest, spoglio ed erboso, e quello Nord Est, caratterizzato da una fitta faggeta, è particolarmente forte.

Lungo questa prima parte di percorso è sempre presente alla nostra sinistra, tanto da esserci ormai diventato “familiare”, il paesaggio caratterizzato dalle Cave del Bacino marmifero del Sagro: Cave Tana, Cave Crespina, Cava Vittoria, Cava Fratteta e, sul versante opposto della valle, Cave Castelbaito.

Dopo un tratto affilato dove è consigliabile tenersi il più possibile sul filo di cresta, il crinale si fa più dolce ed ampio: senza itinerario obbligato si oltrepassa la Punta Tre Uomini (1329 m) caratterizzata da tre grandi ometti di pietra, piegando poi verso Ovest, in ripida discesa, fino ad incrociare quel che resta della delirante strada Campocecina-Vinca che, nelle folli intenzioni di qualche Amministrazione, avrebbe dovuto attraversare l'intero versante Nord del Sagro collegando la valle di Vinca con la Versilia.

Si scende un breve tratto a sinistra lungo la sterrata per abbandonarla sulla destra in prossimità delle rovine di un altro villaggio. Un vecchio sentiero attraversa i ruderi sparsi e porta su una seconda sterrata seguendo la quale, verso destra, si giunge a quel che resta dell’incredibile teleferica che trasportava i blocchi di marmo 600 metri più sotto, nella valle di Vinca. Questo impianto fu costruito nei primi anni del XX secolo e potenziato nel 1930 per consentire il trasporto sia dei blocchi sia dei camion su cui gli stessi venivano caricati, per una portata complessiva di 20 tonnellate. Fu dismessa negli anni '60 del secolo scorso, quando fu costruita la strada che sale alle cave del Sagro dal versante marittimo.
Ai nostri piedi si apre la spettacolare visione sul Balzone, un grande anfiteatro di pareti che si gettano verticali sulla sottostante valle – il Vallone della Canalonga – tributaria del Lucido di Vinca, che scorre 500 metri più in basso.

Dalla vecchia teleferica si scende direttamente nel bosco a sinistra mantenendosi a breve distanza dal Balzone fino ad un passaggio obbligato che, con alcuni tornanti, scende fino al fondovalle su un largo sentiero carrabile che costeggia il fiume. Si tratta della parte iniziale della lizza del Balzone che scende ripidissima nel Vallone della Canalonga con pendenze fino al 100%. Attraversato il canale, percorriamo ancora verso valle il sentiero in sponda sinistra che termina su un terrazzino a picco sul Balzone dove sono presenti i ruderi di un’altra funicolare di servizio. La vista è spettacolare  e permette di apprezzare l’intero percorso di lizza che scende verso il Lucido di Vinca. Siamo a quota 995 metri, il punto più basso dell'intero itinerario.
Tornati sui nostri passi, risaliamo a destra lungo una traccia di sentiero per circa 100 metri di dislivello, inoltrandoci nel bosco.

Il boscoso versante sinistro del Bacino marmifero del Sagro, dove ci troviamo adesso, ha caratteristiche totalmente diverse rispetto al tratto percorso fino ad ora; dal punto di vista idrogeologico e speleologico siamo su un pianeta diverso!
Abbiamo infatti oltrepassato uno strato di scisti di potenza pluridecametrica che separa nettamente due diversi sistemi di circolazione idrica sotterranea: il primo afferente, con ogni probabilità, ad un sistema ancora in gran parte sconosciuto che drena le acque di tutta o parte dell'area del M. Sagro, i cui limiti e le cui dimensioni sono ancora quasi sconosciuti; un altro (quello dove ci troviamo in questo momento) fa parte del bacino di assorbimento del Complesso della Rocca di Tenerano, un sistema sotterraneo rilevato per 5400 metri di sviluppo, 573 di dislivello e con tre ingressi conosciuti.

Qui il carsismo esterno è molto sviluppato: coperti dal bosco, una miriade di buchetti illudono gli speleologi per poi chiudersi, intasati da detrito o dalle dimensioni impercorribili. Il percorso tocca la zona dei Pozzi Blu, dove sono presenti diverse cavità interessanti tra cui una scesa per circa 40 metri fino ad una strettoia non superata. Salendo la valletta lungo la massima pendenza si giunge a Foce Pozzi (1208 m), quadrivio di sentieri da cui si gode una splendida visione su Pizzo d’Uccello, Pisanino, Grondilice e Sagro.
Disponendo di più tempo (calcolare almeno un’ora e mezza in più) si può effettuare un giro in questo ambiente di carsismo esasperato seguendo una traccia che dalla zona Pozzi Blu prosegue in piano in direzione nord fino ad incrociare un agevole sentiero (CAI n°. 183) che sale da Monzone. Lo si risale per un centinaio di metri per abbandonarlo verso sinistra lungo una traccia nel bosco segnata di tanto in tanto con un bollo giallo. Lungo questo sentiero si apre la B3 – Abisso Renato Viganego – una cavità che alla profondità di 150 metri raggiunge un piccolo corso d'acqua. Da qui, risalendo ancora in direzione Sud, ci affacciamo sugli Orridi vecchi, una sorta di canyon sul cui fondo, anche nei mesi estivi, permane spesso un piccolo nevaio. La traccia a questo punto prosegue in discesa fino a incontrare nuovamente il sentiero CAI n° 183 fino a Foce Pozzi.

Nei pressi di Foce Pozzi, lungo il n° 183 si apre l’Antro degli Orridi che a -210 metri chiude con un fangoso sifone del quale, con ogni probabilità, è stato raggiunto il lato di valle nella Grotta delle Fate.
Dalla Foce Pozzi, seguendo il sentiero n° 174 si scende nella conca dell'Alpe di Borla, poco a valle del contatto calcari-scisti, dove è presente un’ampia dolina di assorbimento. Tagliando i contrafforti settentrionali del Monte Borla, che si aggira a Nord, si raggiungono le cave ancora attive e si risale lungo la strada di cava fino a case Walton. Anche questa parte presenta alcuni tratti che, in caso di pioggia, diventano scivolosi e necessitano di attenzione. Da Case Walton, tagliando i tornanti della carrareccia di cava, il sentiero ci riporta in breve alla Foce di Pianza, dove ritroviamo l'auto.


Avendo più tempo a disposizione, dall’Antro degli Orridi è possibile proseguire sul sentiero n° 183 che sale lungo la cresta boscosa che separa il vallone del Sagro dalla valle di Tenerano e conduce al Rifugio Carrara (sempre aperto e custodito). Da qui si prende il sentiero n° 173 che prosegue in salita sui contrafforti sud del M. Borla, attraversa i bei pratoni di Campo Cecina scende nuovamente alla Foce di Pianza. Calcolare circa un’ora in più rispetto all’itinerario precedente.


La guida 

 scarico la guida del Sagro in formato .pdf



Informazioni

Per informazioni generali sulle grotte e i sentieri  grotte@apuane2007.it

Per informazioni sulle grotte del Sagro  carlo.cavallo@regione.liguria.it

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